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Come calcolare il valore di un nome

Si parla spesso di “permission marketing” cioe’ di marketing diretto effettuato – in genere via email – su liste di nominativi che hanno espresso la volonta’ di ricevere informazioni commerciali.
Queste liste di nominativi vengono “rivendute” a investitori pubblicitari e quindi i loro nomi hanno un valore di mercato.

Ma come si fa a definire il valore di un nome? Cioe’ quanto profitto porta un nome a chi lo raccoglie? E quanto deve pagarlo chi lo acquista?

A queste domande prova a rispondere il nostro A. Hughes (mailto:Dbmarkets@aol.com).
L’esempio considera nomi di persone tra i 15 e i 35 anni con esperienza di acquisto online.
Si ipotizza che il profitto medio derivante da un’offerta commerciale su questi nomi sia di 8.000 dollari per 100.000 nomi, ovvero 0.8 dollari per nome. Tuttavia, questa cifra considera solo la prima vendita, mentre la maggior parte dei business guadagna solo sulle vendite successive alla prima: e’ il concetto del Lifetime Value (LTV) che tante volte abbiamo trattato su CRM Italia.
Considerando il LTV, Hughes arriva a valutare il valore di ogni nome in 0.24 dollari: questo e’ il valore che un ipotetico gestore della lista dovrebbe promuovere.

Considerando che un acquirente oculato non offrirebbe mai piu’ del 50% del valore di un nome, si arriva a un valore di mercato di 0.12 dollari: questo e’ il prezzo massimo che un ipotetico acquirente dovrebbe pagare per i nomi considerati in questo esempio.

Con questo valore di mercato, qual’e’ il valore per il venditore? Valutando 25% di costi per vendere i nomi e 3 vendite all’anno, si arriva a un valore di 0.27 dollari: questo e’ il profitto ipotetico che ogni nome raccolto porterebbe al gestore della lista.

Se avete una lista di nomi da vendere, oppure ne state cercano una da comprare, ora sapete quali domande farvi.

Leggi in inglese l’articolo originale di Arthur Hughes

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